La Circolarità dell'Amore: Cosa mi ha insegnato Celebrare il Matrimonio di Mio Nipote

La Circolarità dell'Amore: Cosa mi ha Insegnato Celebrare il Matrimonio di Mio Nipote
L'anello non ha un inizio e non ha una fine. Proprio come le relazioni che ci trasformano.
Venerdì scorso non ero solo Maurizio, il Coach. Ero lo zio. Ero il celebrante. Ero l'uomo che ha avuto l'onore di celebrare il matrimonio di mio nipote. E mentre avevo in mano le fedi, ho capito che stavo tenendo in mano molto più di due anelli. Stavo tenendo in mano un simbolo perfetto per il lavoro che facciamo ogni giorno su noi stessi e sulle nostre relazioni: la circolarità. Nel mio discorso ho detto proprio questo:
"Guardate questa fede. È un cerchio perfetto. Non ha un punto di inizio, non ha un punto di fine. Non ha un sopra e un sotto. Non ha un punto debole dove è stata saldata, perché la sua forza sta proprio nell'essere intera. È così l'amore che oggi scegliete. Non inizia oggi e non finirà mai. Gira, ritorna, a volte si allontana e poi si riavvicina, ma non si spezza. Se lo tenete intero."
La circolarità non è solo una forma. È un modo di vivere.
Come Counselor, parlo spesso di circolarità ai miei clienti. Ma quel giorno l'ho sentita addosso.
La circolarità è inclusione, non linearità.
Siamo abituati a pensare in modo lineare: causa-effetto, giusto-sbagliato, vincitore-vinto. La logica del cerchio invece ci dice che tutto ritorna. Quello che dai, torna. Quello che togli, manca. In una coppia, in un team di lavoro, in una famiglia, non c'è un "tu hai iniziato". C'è un movimento continuo di cui siamo entrambi responsabili. È il principio della comunicazione sistemica.
Nel cerchio non ci sono angoli dove nascondersi.
L'anello è liscio. Non puoi nascondere nulla negli spigoli. Una relazione che funziona è così: trasparente, dove l'energia può scorrere senza inciampare in non-detti, rancori tenuti in un angolo. La fede al dito ce lo ricorda ogni giorno.
La circolarità è forza.
Un cerchio distribuisce la pressione su tutti i punti. Non cede. Proprio come una persona centrata. Quando sei nel tuo centro, quando sei "rotondo" e intero, non ti spezzi alla prima difficoltà. E quando una coppia è un cerchio, sostiene il peso della vita in due, distribuendolo.
Celebrare quel matrimonio mi ha ricordato perché amo questo lavoro. Perché alla fine, che sia in azienda, a scuola o in una cerimonia, il nostro compito è lo stesso: aiutare le persone a chiudere i cerchi aperti, a rendere intero ciò che è frammentato, a ricordarsi che non siamo linee spezzate che vanno da sole, ma cerchi che si incontrano.
A mio nipote e a sua moglie ho augurato di non smettere mai di far girare il loro anello tra le dita, soprattutto nei momenti difficili, per ricordarsi di questa promessa.
Per concludere la cerimonia ho dedicato loro questa poesia:
“ Con le mani piene di anima ”
Mi lascio trasportare dal ritmo del tuo cuore.
La mia mano, la tua mano, le mie mani nelle tue, la mia anima è tua.
Partecipo così all'esistenza della mia vita, l'amore s'avanza, il cielo mi è testimone.
Con le mani ricolme di anima, mi presento a te, dinanzi a te.
Occhi negli occhi, mani nelle mani, cuore sul tuo cuore.
Attimi che vorrei eterni, che farò eterni, ora che le mie mani sono piene di te, e della mia anima per te.”
E a te che leggi, chiedo: quale cerchio nella tua vita ha bisogno di essere richiuso oggi?
